L’Italia respira “una Boccata d’Arte 2023”. Con Follow the braid, opera e fotografie di Laetitia KY a Rocca Sinibalda – Rieti.

“L’Italia respira una boccata d’arte 2023” parla dell’evento culturale annuale chiamato “Una Boccata d’Arte.” Questo appuntamento è stato creato nel 2020 durante la pandemia e coinvolge 20 borghi italiani con meno di 5.000 abitanti, situati in diverse regioni. L’obiettivo dell’iniziativa è valorizzare il patrimonio storico e paesaggistico di queste piccole località, spesso escluse dai circuiti tradizionali dell’arte e del turismo.

“Una Boccata d’Arte” è promossa dalla Fondazione Elpis, in collaborazione con Galleria Continua e con la partecipazione di Threes. L’evento crea un’opportunità per l’incontro tra l’arte contemporanea e luoghi remoti, contribuendo alla creazione di nuovi immaginari.
L’iniziativa coinvolge artisti emergenti e affermati, invitandoli a creare interventi artistici legati alla storia e alle tradizioni dei borghi ospitanti. Le opere d’arte sono rese accessibili al pubblico nei luoghi pubblici, come piazze e strade, anche nei borghi più remoti.
“Una Boccata d’Arte” offre un’esperienza artistica inclusiva per tutte le generazioni e promuove il dialogo tra gli artisti e le comunità locali attraverso performance e laboratori per bambini.
Il progetto ha creato una rete di relazioni e partecipazioni, coinvolgendo fino ad ora 80 comuni e 80 artisti, oltre a sponsor tecnici, associazioni locali e altre persone che contribuiscono alla realizzazione degli interventi.
La partecipazione di artisti internazionali da paesi come Brasile, Cipro, Costa d’Avorio, Germania, Iran, Israele, Lettonia e Palestina, amplia l’orizzonte culturale dell’evento.
Il blog presenta anche un’opera particolarmente significativa di questa edizione di “Una Boccata d’Arte”: “Follow the braid” di Laetitia KY a Rocca Sinibalda (RI), Lazio. Quest’opera consiste in una statua in scala 1:1 del corpo dell’artista, con capelli realizzati con lunghe corde intrecciate, che si estendono tra le vie del borgo conducendo il pubblico a scoprire fotografie installate in luoghi nascosti.

Infine, il blog sottolinea l’importanza di iniziative come “Una Boccata d’Arte” nel promuovere il turismo sostenibile e lo sviluppo economico e culturale delle comunità locali. Queste iniziative valorizzano il patrimonio culturale delle regioni rurali meno conosciute e rendono l’arte e la cultura accessibili a un pubblico sempre più vasto e diversificato.

Fotografia e poesia. Quando le immagini di Gregory Crewdson incontrano i versi di Mark Strand.

Entrambi gli artisti, Gregory Crewdson con le sue fotografie e Mark Strand con le sue poesie, riescono a trasmettere un senso di estraniamento e ricerca interiore attraverso le loro opere. Mentre la poesia di Strand lo fa utilizzando parole e immagini evocative, le fotografie di Crewdson raggiungono lo stesso risultato attraverso composizioni visive e tecniche di illuminazione teatrali.

Se immaginiamo come il poeta americano Mark Strand, noto per la sua poesia riflessiva e contemplativa, potrebbe analizzare una fotografia di Gregory Crewdson, vedremmo emergere un’atmosfera intrisa di mistero e luce dall’oscurità, come un sogno sospeso. Un’ombra si stende sulla scena urbana, rivelando il segreto dietro il quotidiano. Le luci sembrano danzare con l’oscurità, i colori si fondono, sfilacciando il reale, e nelle pieghe dell’immagine si nascondono storie di solitudini silenziose e pensieri nascosti.

L’occhio del fotografo cattura l’attimo, come un istante sospeso nel tempo, e nella quiete dell’immagine congelata risiede un’inquietudine sottile eppure palpabile. Crewdson dipinge con la luce e le ombre, creando un palcoscenico per l’anima, dove personaggi anonimi si perdono e si ritrovano in un balletto di emozioni e introspezione. La scena urbana diventa un teatro dell’umano, in cui la solitudine si fonde con la bellezza, e il profondo senso di estraneità ci spinge a riflettere sulla nostra stessa esistenza.

Il poeta osserva questa fotografia di Crewdson e si avvicina all’essenza della vita umana, nell’infinita ricerca di significato e connessione tra la luce e l’oscurità, tra l’ombra e la luce.

Gregory Crewdson è un fotografo statunitense nato il 26 settembre 1962 a Brooklyn, New York. È noto per le sue fotografie altamente teatrali e cinematografiche, che spesso ritraggono scene ordinarie trasformate in momenti carichi di tensione, mistero e inquietudine. Il suo percorso artistico è iniziato alla State University of New York al Purchase College, dove ha conseguito una laurea in Belle Arti nel 1985, e ha proseguito con un Master of Fine Arts in Fotografia alla Yale University nel 1988. Durante i suoi studi, ha sviluppato uno stile unico e riconoscibile, caratterizzato da una meticolosa attenzione per i dettagli, l’uso complesso della luce e delle luci artificiali e l’elaborazione di scenari altamente elaborati.

Le fotografie di Crewdson spesso catturano scenari urbani o suburbani, con una particolare attenzione all’architettura e all’ambiente circostante. Le sue immagini sembrano quasi estratte da una scena di un film, con una narrazione sottesa o una tensione che richiede spesso interpretazione da parte dello spettatore. Queste caratteristiche lo hanno reso un fotografo molto apprezzato e celebre nel campo dell’arte contemporanea.

Per creare le sue opere, Crewdson impiega team di produzione e grandi squadre di tecnici, ricorrendo a set complessi e dettagliati per realizzare le sue visioni. Il processo fotografico richiede lunghi tempi di preparazione e l’uso di attrezzature sofisticate.

Le fotografie di Crewdson sono state esposte in molte mostre e sono presenti nelle collezioni di importanti musei e istituzioni artistiche di tutto il mondo. Il suo lavoro ha influenzato numerosi fotografi e artisti, e le sue immagini sono spesso oggetto di discussione e analisi nel contesto dell’arte contemporanea.

Gregory Crewdson è un fotografo che va ben oltre la semplice rappresentazione del reale. Le sue opere vanno oltre la fotografia documentaristica e si avvicinano più a una creazione di mondi e narrazioni, attraverso una combinazione di elementi psicologici e artistici.

Il suo background culturale, influenzato dal padre psicanalista e dallo studio dell’opera del pittore realista Edward Hopper, lo ha spinto a esplorare le componenti dell’inconscio umano e ad avere uno sguardo critico sulla luce e i colori nella sua fotografia.

Nelle sue immagini, si percepisce una realtà immobile e inquietante, dove pare che sempre qualcosa debba accadere, ma puntualmente nulla avviene. L’osservatore è coinvolto nella potenza comunicativa degli scatti, sentendosi parte di un mondo statico e atemporale, in cui il tempo e le emozioni si fondono insieme, plasmando la scena e dando vita a una sorta di cortometraggio visivo.

Crewdson si avvicina alla fotografia come un regista di un film, creando ambientazioni dettagliate e curate, in cui ogni elemento ha un ruolo specifico nella narrazione. Utilizza l’illuminazione con maestria, dando vita a composizioni visive ricche e coinvolgenti.

Dal punto di vista tecnico, Crewdson ha utilizzato fotocamere grande formato con obiettivi da 250 e 300 millimetri, prima di passare al medio formato digitale negli ultimi anni.

In sintesi, le fotografie di Gregory Crewdson vanno ben oltre la semplice documentazione del reale. Esse sono opere d’arte elaborate, con una forte componente psicologica e una narrazione complessa. L’approccio di Crewdson alla fotografia va al di là della semplice cattura dell’immagine, trasformando la realtà in un universo creato dalla sua visione artistica e psicologica.

Mark Strand (1934-2014) è stato un poeta, saggista e pittore americano di origini canadesi. È noto per la sua poesia distintiva, spesso caratterizzata da un tono riflessivo, sognante e contemplativo. La sua opera ha guadagnato numerosi riconoscimenti e ha lasciato un’impronta significativa nella letteratura contemporanea.

Una delle caratteristiche distintive della poesia di Mark Strand è l’uso dell’immaginazione e della fantasia. Nei suoi versi, Strand crea mondi di significato profondo attraverso immagini evocative e una lingua semplice, ma ricercata. Le sue poesie spesso esplorano l’interiorità dell’essere umano, le emozioni, il senso di isolamento e l’inquietudine dell’esistenza.

Un altro tratto distintivo del lavoro di Strand è la sua abilità nel trattare temi universali e metafisici. Le sue poesie affrontano questioni esistenziali, come il significato della vita, la natura del tempo e la mortalità, senza mai cadere nel didascalico o nell’eccessivamente astratto. La sua voce poetica è intima, evocativa e profondamente coinvolgente, attirando il lettore in un viaggio di scoperta interiore.

La semplicità e la chiarezza della scrittura di Mark Strand sono spesso accompagnate da un tocco di umorismo e ironia. Questo equilibrio tra serietà e leggerezza crea una dimensione poetica che sfida il lettore a riflettere e a guardare oltre la superficie delle parole.

Inoltre, Strand era anche un pittore, e l’influenza delle arti visive si fa sentire nella sua scrittura. La sua capacità di creare immagini vivide e suggestive con le parole è stata arricchita dalla sua esperienza nell’espressione visiva, portando ad una sensibilità unica nella sua poesia.

Le tematiche e lo stile distintivo di Mark Strand hanno influenzato molti poeti successivi, lasciando un’eredità significativa nel panorama letterario. La sua poesia continua a essere letta e apprezzata per la sua bellezza e profondità, per il modo in cui esplora la condizione umana e per la sua capacità di trasformare esperienze quotidiane in momenti di rivelazione e comprensione.

Nella poesia “La lunga festa triste” di Strand, è presente un’atmosfera di malinconia e riflessione sulla natura transitoria delle cose. La poesia introduce vari elementi simbolici che sottolineano il passaggio del tempo e la natura effimera della vita.

Le ombre che coprono il campo, il vento che si spegne e ritorna e la luna che cosparge di bianco i campi gelidi evocano un senso di solitudine e ricorrenza ciclica, suscitando nostalgia e malinconia nel lettore.

Il ricordo di una città prebellica, una stanza illuminata da due candele contro la parete, qualcuno che balla e qualcuno che osserva, contribuiscono a un sentimento di desiderio per tempi passati. La poesia suggerisce anche un senso di disillusione riguardo alla musica e all’arte, simboleggiate dalla frase “la musica era finita e nessuno se ne era accorto”. Questo può essere interpretato come una critica alla mancanza di attenzione o consapevolezza dell’umanità riguardo alle meraviglie del mondo.

Infine, il riferimento ai pianeti e alle stelle, con la loro apparente dimensione infinitesimale e distanza, può portare a riflessioni sulla sensazione di insignificanza dell’individuo di fronte all’immensità dell’universo.

Complessivamente, “La lunga festa triste” è una poesia che invita alla contemplazione sulla vita, il tempo e le emozioni umane. L’uso di simboli e immagini crea un’atmosfera suggestiva, tipica dello stile poetico di Mark Strand.

In conclusione, sia la poesia di Mark Strand che le fotografie di Gregory Crewdson condividono una profonda sensibilità verso l’esperienza umana, usando il loro talento artistico per suscitare empatia e riflessione sulle sfumature della vita, lasciando un’impronta emotiva significativa nel pubblico.

Pollock e Siskind: similitudini tra l’espressionismo astratto e la fotografia astratta.

Scopri le similitudini tra Jackson Pollock, il maestro dell’espressionismo astratto nella pittura, e Aaron Siskind, l’innovatore della fotografia astratta. Esplora l’arte dell’espressione gestuale e confronta le opere dei due artisti, che hanno ridefinito l’arte moderna con la loro creatività audace. In questo approfondito articolo, immergiti nel mondo dell’astrazione e scopri come Pollock e Siskind hanno utilizzato la pittura e la fotografia per comunicare emozioni profonde e sperimentare con forme, linee e colori. Esamina il potere espressivo di entrambi i medium e scopri come il loro contributo abbia influenzato l’arte contemporanea. Segui il viaggio artistico di due figure iconiche e scopri come il loro impatto sull’arte continui a essere una fonte di ispirazione per artisti di tutto il mondo.

“1964. Gli occhi del ciclone” di Paul McCartney. La Beatlemania come mai raccontata prima.

“1964. Gli occhi del ciclone di Paul McCartney: La Beatlemania come mai raccontata prima – Recensione e riflessioni sulle fotografie inedite”

In questa recensione approfondita, esploriamo il libro “1964. Gli occhi del ciclone” di Paul McCartney, pubblicato dalla nave di Teseo. Scopri le fotografie inedite scattate dal leggendario musicista durante la rivoluzionaria Beatlemania e il suo viaggio indietro nel tempo. Questo libro offre uno sguardo autentico sulla carriera dei Beatles e il talento fotografico di McCartney, insieme a momenti intimi e ironici del celebre quartetto. Leggi di più per comprendere l’impatto rivoluzionario dei Beatles sulla cultura giovanile degli anni Sessanta e sull’eredità duratura di Paul McCartney come icona della musica.

Ostia tifa Ostia. E odia il suo mare.

Ostia, una cittadina vicino a Roma, è sempre stata trascurata e considerata un parente povero da tenere a distanza. Il suo mare sembra non esistere, essendo separato da un lungomuro che lo nasconde e lo rende inaccessibile. Ostia è diventata un quartiere dormitorio per pendolari, privo di una vera identità e legami sociali. Nonostante alcuni tentativi di riqualificazione, il mare rimane recluso e privo di attrattiva. Il lungomare è un non luogo, un terzo paesaggio che alimenta l’estraniamento e l’anonimato. Questo ha causato una mancanza di connessione tra la città e il suo mare, creando un corto circuito tra Ostia e Roma.

La giovane fotografia italiana. Chi sono i talenti emergenti?

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La fotografia alla Mostra del Cinema di Venezia: un’arte in movimento. Ricordando Gina Lollobrigida.

“La fotografia alla Mostra del Cinema di Venezia: un’arte in movimento. Ricordando Gina Lollobrigida.”

Scopri il ruolo essenziale della fotografia nella Mostra del Cinema di Venezia! Un evento cinematografico di prestigio mondiale, dove l’arte della fotografia incontra la magia del cinema. Esplora le immagini mozzafiato che narrano storie senza parole e catturano l’essenza delle pellicole proiettate. La fotografia come ponte tra immagini in movimento e immagini fisse, immortalando attori, registi e momenti iconici del festival. Scopri come la fotografia promuove le opere cinematografiche attraverso poster e locandine, creando un’anticipazione entusiasmante tra il pubblico. E non perdere la mostra dedicata a Gina Lollobrigida, una celebrazione dell’eclettico talento dell’attrice e artista completa. Scopri il contributo poliedrico di Gina e il suo impatto come figura femminista ante litteram. Inoltre, esplora la mostra “Ritratti di Cinema” di Antonietta De Lillo, una giovane fotoreporter che ha immortalato celebrità durante la Mostra di Venezia degli anni ’80. Scopri il viaggio emozionante nella storia del cinema e dell’arte attraverso i suoi scatti eclettici. Un viaggio unico, dove la fotografia e il cinema si incontrano per catturare l’essenza dell’arte in movimento.

L’obiettivo della crisi climatica. Le fotografie che svegliano le coscienze.

fotografia e crisi climatica: una connessione per cambiare il mondo
Riassunto CEO: Il blog affronta il potente legame tra la fotografia e la crisi climatica, esplorando come le immagini possono sensibilizzare e promuovere un cambiamento positivo. La fotografia congela momenti nel tempo, catturando paesaggi mozzafiato e situazioni di calamità naturale, rivelando la bellezza del pianeta e la sua fragile vulnerabilità. I fotografi diventano testimoni della crisi ambientale, permettendoci di comprendere realtà lontane e incoraggiandoci a prendere decisioni responsabili. Il blog presenta due mostre fotografiche in Italia, “Deserto Italia” di Stefano Torrione al MUSE di Trento e “Apnea” di Fausto Podavini a Cortona, che ritraggono gli effetti devastanti del cambiamento climatico su paesaggi e popolazioni. Inoltre, il blog promuove il concorso fotografico “F2CLICK. Obiettivo Clima” della Fondazione Cariplo, invitando i partecipanti a documentare l’impatto della crisi climatica sui territori italiani. La fotografia diventa così un’arma potente per sensibilizzare il pubblico e guidare azioni concrete verso un futuro sostenibile per il nostro pianeta.

Fotografia, bene comune da salvare. Sempre e soprattutto in caso di guerra. È questo il caso della fotografia in Ucraina.

La fotografia in Ucraina sta dimostrando di essere un bene di prima necessità da proteggere, soprattutto in tempi di guerra. Durante i conflitti bellici, oltre a preoccuparsi della sicurezza delle persone coinvolte, la comunità civile e internazionale si attiva per difendere e preservare il patrimonio culturale, comprese le opere d’arte e la fotografia. Questo è stato evidente anche nella storia italiana durante la Seconda Guerra Mondiale, quando vennero preservati capolavori artistici dagli attacchi dei nazisti e dai bombardamenti. Oggi, la situazione si ripete in Ucraina, dove la fotografia sta affrontando con coraggio i danni causati dalla guerra, e si cerca di proteggere questo prezioso patrimonio anche attraverso iniziative internazionali come quelle dell’UNESCO.
L’UNESCO e il salvataggio del patrimonio fotografico in Ucraina: Durante il conflitto in Ucraina, molte opere d’arte e fotografie sono state spostate in luoghi sicuri come i bunker o addirittura trasferite all’estero per la salvaguardia. La direttrice generale dell’UNESCO, Audrey Azoulay, ha visitato l’Ucraina insieme al presidente Volodymyr Zelensky, annunciando un finanziamento di oltre 10 milioni di dollari per sostenere la ricostruzione del prezioso patrimonio artistico danneggiato dalla guerra. L’UNESCO ha delineato un piano dettagliato per la fase iniziale della ricostruzione, che comprende valutazione e documentazione dei danni, misure di emergenza per la protezione dei beni culturali e lo sviluppo di protocolli per la tutela e il recupero del patrimonio culturale.
Odesa Photo Days: Resilienza e promozione della fotografia durante la guerra: Nonostante i disastri causati dal conflitto, la fotografia contemporanea in Ucraina continua a essere attiva e creativa grazie alla dedizione dei giovani fotografi. Uno dei festival più importanti è l’Odesa Photo Days, che offre una piattaforma per esporre opere e partecipare a mostre, workshop e conferenze, promuovendo lo scambio culturale tra artisti e appassionati. Nonostante le difficoltà, il festival ha continuato le sue attività, trasferendosi online e ottenendo ospitalità da altri festival e gallerie d’arte all’estero, che hanno mostrato i lavori dei giovani fotografi ucraini.
Paolo Pellegrin e Dmytro Kozatsky: Eroi della resistenza culturale/fotografica: In mezzo al caos della guerra, ci sono eroi che continuano a documentare e preservare la verità attraverso la fotografia. Paolo Pellegrin è un fotografo internazionale testimone di molti conflitti, e la sua mostra “L’orizzonte degli eventi” a Venezia presenta 300 scatti inediti, compresa la recente guerra in Ucraina e i danni del cambiamento climatico. Dmytro Kozatsky, oltre a essere un combattente del reggimento Azov, ha svolto il ruolo di fotografo, condividendo immagini intime della guerra attraverso i social media. Le sue foto sono diventate un potente mezzo per mostrare l’umanità e l’impatto emotivo della guerra in Ucraina.
L’etica della divulgazione di immagini di guerra: L’attività di Kozatsky solleva importanti questioni sull’etica della condivisione di immagini crudi e reali della guerra sui social media. Mentre queste immagini possono sensibilizzare il pubblico sulla situazione in Ucraina, c’è anche il rischio di spettacolarizzare l’orrore del conflitto e mancare di rispetto alle vittime coinvolte. Tuttavia, le fotografie di Kozatsky offrono uno sguardo autentico sulla vita dei combattenti e delle persone durante il conflitto, generando empatia globale verso la situazione in Ucraina.
La fotografia in Ucraina sta dimostrando di essere un bene culturale da salvare e proteggere, soprattutto durante i periodi di guerra e cambiamento climatico. Grazie all’impegno dell’UNESCO e di festival come l’Odesa Photo Days, l’arte fotografica sta resistendo alla devastazione del conflitto, documentando la verità e preservando l’umanità in mezzo alla tragedia. Gli eroi come Paolo Pellegrin e Dmytro Kozatsky sono esempi di coraggio e dedizione, dimostrando come la fotografia sia una forma di espressione vitale e cruciale per la preservazione della memoria storica e culturale.

Le lunghe notti d’estate col naso all’insù! Ecco come fotografare la Luna e le stelle.

“Consigli pratici su come e quando fotografare l’affascinante mondo del cielo stellato delle lunghe notti d’estate: scopri i segreti per catturare Superlune e stelle cadenti.

Benvenuti nel magico mondo delle lunghe notti d’estate, dove il cielo si illumina di stelle e lunari incantevoli. Nel 2023, potrete ammirare spettacoli celesti unici, come la Superluna blu del 31 agosto e le stelle cadenti di luglio e agosto. Scoprite come catturare al meglio queste meraviglie astrali seguendo i nostri consigli.

Cattura la Superluna blu del 31 agosto: Questo evento unico dell’estate si avvicina e ti sveliamo i segreti per fotografare la Luna in tutta la sua magnificenza. Utilizza la modalità manuale e regola l’apertura al massimo per catturare la luce della Luna. Imposta un alto valore ISO per rendere la Luna più luminosa nella foto e usa un cavalletto stabile per foto nitide.

Lasciati incantare dalle stelle cadenti: Luglio e agosto porteranno le stelle cadenti, offrendoti l’opportunità di esprimere desideri sotto un cielo stellato. Cattura i tracciati luminosi delle stelle cadenti durante i picchi massimi degli Acquaridi e delle Perseidi. Segui le nostre impostazioni consigliate per ottenere suggestive foto astrali.

Attendi l’autunno/inverno: Le sorprese astrali non finiscono con l’estate. Nel corso di novembre e dicembre, avrai l’occasione di fotografare le Draconidi, le Tauridi, le Leonidi e le Geminidi, oltre all’eclissi lunare parziale del 28 ottobre. Non perdere queste opportunità per catturare spettacolari immagini del cielo notturno.

Attrezzatura e impostazioni: Preparati con l’attrezzatura giusta, come una fotocamera reflex o mirrorless con impostazioni manuali e un obiettivo con apertura ampia. Imposta la fotocamera in modalità manuale, regola l’apertura e il valore ISO per ottenere la migliore esposizione, e assicurati di mettere a fuoco manualmente sull’infinito per foto nitide.

Riduci il rumore: Con tempi di esposizione lunghi e valori ISO elevati, potresti incorrere nel rumore nella tua foto. Tuttavia, con la nuova versione di Camera RAW, avrai un potente strumento per ridurre il rumore in post-produzione e ottenere immagini più nitide.

Inquadra con cura: Quando fotografi il cielo notturno, considera gli elementi del paesaggio o dell’ambiente circostante per creare composizioni accattivanti. Sperimenta diverse angolazioni e inquadramenti, e trova la combinazione migliore per raccontare la tua esperienza attraverso le immagini.

Scie stellari e piogge meteoriche: Se vuoi catturare scie stellari e piogge meteoriche, utilizza le tecniche di esposizione e combina diverse foto per ottenere immagini mozzafiato. La pazienza e la pratica ti porteranno risultati straordinari.

Esplora il cielo notturno: Fotografare il cielo stellato è un’esperienza gratificante. Segui i nostri consigli e immergiti nell’affascinante mondo delle stelle e della Luna di notte. Buona fotografia e buone osservazioni astrali!

Se vuoi saperne di più e migliorare le tue abilità fotografiche serali, partecipa al nostro corso di fotografia con cavalletto, in programma il 10 novembre. Iscriviti a gilberto@pariolifotografia.it e preparati a scoprire nuovi orizzonti fotografici.

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