New York e la street photography immagini iconiche, ispirazione per fotografi
New York è il palcoscenico perfetto per la street photography: una città vibrante, ricca di storie e personaggi, che ha ispirato alcuni dei più grandi fotografi della storia. Dai tagli audaci di Robert Frank alle scene frenetiche di Garry Winogrand, dalla sensibilità sociale di Bruce Davidson ai colori intensi di Joel Meyerowitz, ogni angolo della metropoli racconta un pezzo di storia visiva. Scopriremo il mistero di Vivian Maier, il rigore geometrico di Henri Cartier-Bresson, la forza narrativa di Susan Meiselas e il contrasto tra glamour e realtà di Richard Avedon. Senza dimenticare l’approccio critico di Allan Sekula, il caos controllato di William Klein, la poesia visiva di René Burri, la crudezza emotiva di Nan Goldin, il flash aggressivo di Bruce Gilden e l’ironia raffinata di Elliott Erwitt. Se la street photography è la tua passione, unisciti a noi nel nostro viaggio fotografico a New York: un’occasione unica per affinare il tuo sguardo e catturare la magia della città che non dorme mai!
New York, New York!
New York è una delle città più dinamiche al mondo per la fotografia, offrendo esperienze che spaziano dai musei come il MoMA, con la sua vasta collezione fotografica, alle gallerie private di Chelsea e Lower East Side. La città ospita anche eventi fotografici di rilievo come il Photoville e il New York Photo Festival, che celebrano sia fotografi emergenti che affermati.
AI, fotografie e poesie. Il nuovo mondo di Allen Ginsberg.
La Fahey/Klein Gallery di Los Angeles sta attualmente ospitando una mostra innovativa che offre un’interessante prospettiva sulla vita e il lavoro del poeta Allen Ginsberg. Intitolata “Muses & Self: Photographs by Allen Ginsberg”, questa esposizione combina le sue fotografie con l’intelligenza artificiale, creando un’interazione unica tra fotografia e poesia.
La mostra espone una collezione di fotografie scattate personalmente da Ginsberg. Queste immagini ritraggono momenti spontanei con i suoi compagni della Beat Generation, come Jack Kerouac e William S. Burroughs. Le fotografie catturano autenticità e rivelano l’anima dell’epoca, sottolineando anche l’evoluzione artistica di Ginsberg come fotografo nel corso degli anni. La sua preferenza per l’istantanea sottolinea l’importanza delle connessioni umane e delle esperienze condivise.
Un aspetto unico della mostra è l’integrazione dell’intelligenza artificiale nell’analisi delle fotografie. L’IA è stata addestrata utilizzando testi delle opere di Ginsberg e centinaia delle sue fotografie, consentendole di generare didascalie e commenti che riflettono lo stile e l’anima dell’autore. Questa interazione tra tecnologia e arte aggiunge un nuovo livello di interpretazione alle opere, arricchendo l’esperienza del visitatore.
Un progetto correlato, chiamato “Un’immagine della mia mente: poesie scritte dalle fotografie di Allen Ginsberg”, sfrutta l’IA per generare poesie in risposta alle fotografie di Ginsberg. Questo dialogo tra immagini e parole crea un legame profondo tra diversi mezzi espressivi, amplificando l’esperienza della mostra e rivelando strati più profondi di significato.
In definitiva, questo progetto dimostra come l’intelligenza artificiale possa essere utilizzata in modo creativo nell’ambito delle arti visive e letterarie. L’obiettivo non è sostituire l’autenticità di Ginsberg, ma arricchire il nostro rapporto con la sua opera, aprendo nuove prospettive interpretative e collegando diversi aspetti artistici. Mostra come la tecnologia possa amplificare la memoria e l’eredità di un artista influente come Allen Ginsberg.
I’m a Barbie girl, in the Barbie world. Life in plastic, it’s fantastic!
Il live-action del momento è un progetto ambizioso che porta l’iconico personaggio di Barbie sul grande schermo, interpretato dalla talentuosa Margot Robbie. Il film esplora temi importanti come l’immagine di sé delle donne, gli standard di bellezza imposti e la lotta contro gli stereotipi di genere. La trama segue Barbie nel suo viaggio nel mondo reale alla ricerca della bambina che gioca con lei, un’avventura che rappresenta una metafora sul confronto con la realtà e il superamento delle aspettative imposte dalla società.
La scelta della regista e sceneggiatrice Greta Gerwig è intrigante, poiché ha dimostrato di affrontare tematiche complesse e raccontare storie femminili con profondità e sensibilità. Margot Robbie offre un’interpretazione rinfrescante del personaggio di Barbie.
Barbieland è descritto come un matriarcato con donne potenti e indipendenti, un tocco interessante che richiede una riflessione sul potere e il femminismo nel contesto del film.
Le scenografie, i costumi e le coreografie del film ricevono lodi, suggerendo che sarà un’esperienza visiva coinvolgente per il pubblico. Tuttavia, la complessità della sceneggiatura è stata criticata per essere troppo articolata e incline a sermoni, il che potrebbe rendere difficile seguire la storia e cogliere appieno le tematiche femministe.
Il cast dei personaggi secondari, come Sasha e Midge, offre spunti interessanti, lasciando spazio per ulteriori approfondimenti per arricchire la trama.
La colonna sonora del film, prodotta da Mark Ronson e con la partecipazione di numerosi artisti pop famosi, è un punto forte del progetto.
In conclusione, il live-action su Barbie diretto da Greta Gerwig e interpretato da Margot Robbie è un progetto promettente con il potenziale di esplorare temi importanti e offrire una storia coinvolgente ed emotivamente significativa. Dovrà essere gestito con attenzione e sensibilità per soddisfare le aspettative dei fan di Barbie e coinvolgere il pubblico con una trama bilanciata e una rappresentazione rispettosa del personaggio.
Birkin-Gainsbourg. Un affare di famiglia rinchiuso in un album fotografico realizzato dal fratello Andrew Birkin.
L’esposizione “Birkin-Gainsbourg: Un affare di famiglia rinchiuso in un album fotografico” presso la Galerie de l’Instant di Nizza presenta un’ampia collezione di fotografie scattate da Andrew Birkin, il fratello di Jane Birkin. Questo prezioso cofanetto familiare contiene circa cento fotografie che svelano l’intimità della vita di Jane Birkin, l’attrice e cantante francese, e del celebre cantautore Serge Gainsbourg. Andrew Birkin ha trascorso dodici anni della sua vita all’interno della famiglia Birkin-Gainsbourg, testimoniando la loro storia d’amore e immortalando momenti di vita quotidiana, dalla giovinezza di Jane fino all’arrivo dei figli Kate e Charlotte.
La mostra espone sia fotografie in bianco e nero che a colori, catturando l’energia e l’intimità di questa famiglia straordinaria. Le immagini raccontano una storia di amore, passione e tormento, e mostrano l’umorismo tipicamente britannico di Serge Gainsbourg. I ritratti di famiglia sono accompagnati da immagini dei figli, che esprimono l’innocenza e l’eternità dei momenti felici dell’infanzia. Andrew Birkin, noto per il suo interesse per il personaggio di Peter Pan creato da J.M. Barrie, rievoca il mito di Peter Pan attraverso le foto dei bambini.
La mostra non è nuova, poiché nel 2019 è stata presentata una prima esposizione simile, sempre dedicata a Jane Birkin e con le fotografie di Andrew Birkin, insieme al fotografo Tony Frank, ritrattista di Serge Gainsbourg. L’occasione della mostra è anche legata alla pubblicazione del libro di Andrew intitolato “The Intimate Family Album”, che raccoglie oltre 900 immagini inedite della famiglia Birkin-Gainsbourg.
Andrew Birkin ha avuto una carriera eclettica nel mondo del cinema e della scrittura, lavorando con registi come Stanley Kubrick, Jacques Demy e Jean-Jacques Annaud, e collaborando anche con i Beatles nel loro primo film. La mostra offre una testimonianza unica della vita di questa famiglia circondata da artisti e celebrità, fornendo uno sguardo affettuoso e intimo sulla leggendaria coppia Birkin-Gainsbourg e i loro amici famosi.
L’esposizione sarà aperta dal 4 luglio al 1 ottobre 2023 presso la Galerie de Nice, situata al 58 rue Gioffredo a Nizza, angolo rue Chauvain. Gli orari di apertura sono dal lunedì dalle 14:00 alle 19:00, dal martedì al sabato dalle 11:00 alle 19:00 e la domenica dalle 14:30 alle 18:30.
“Il magico studio fotografico di Hirasaka”. Il nuovo romanzo di Sanaka Hiiragi
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L’Italia respira “una Boccata d’Arte 2023”. Con Follow the braid, opera e fotografie di Laetitia KY a Rocca Sinibalda – Rieti.
“L’Italia respira una boccata d’arte 2023” parla dell’evento culturale annuale chiamato “Una Boccata d’Arte.” Questo appuntamento è stato creato nel 2020 durante la pandemia e coinvolge 20 borghi italiani con meno di 5.000 abitanti, situati in diverse regioni. L’obiettivo dell’iniziativa è valorizzare il patrimonio storico e paesaggistico di queste piccole località, spesso escluse dai circuiti tradizionali dell’arte e del turismo.
“Una Boccata d’Arte” è promossa dalla Fondazione Elpis, in collaborazione con Galleria Continua e con la partecipazione di Threes. L’evento crea un’opportunità per l’incontro tra l’arte contemporanea e luoghi remoti, contribuendo alla creazione di nuovi immaginari.
L’iniziativa coinvolge artisti emergenti e affermati, invitandoli a creare interventi artistici legati alla storia e alle tradizioni dei borghi ospitanti. Le opere d’arte sono rese accessibili al pubblico nei luoghi pubblici, come piazze e strade, anche nei borghi più remoti.
“Una Boccata d’Arte” offre un’esperienza artistica inclusiva per tutte le generazioni e promuove il dialogo tra gli artisti e le comunità locali attraverso performance e laboratori per bambini.
Il progetto ha creato una rete di relazioni e partecipazioni, coinvolgendo fino ad ora 80 comuni e 80 artisti, oltre a sponsor tecnici, associazioni locali e altre persone che contribuiscono alla realizzazione degli interventi.
La partecipazione di artisti internazionali da paesi come Brasile, Cipro, Costa d’Avorio, Germania, Iran, Israele, Lettonia e Palestina, amplia l’orizzonte culturale dell’evento.
Il blog presenta anche un’opera particolarmente significativa di questa edizione di “Una Boccata d’Arte”: “Follow the braid” di Laetitia KY a Rocca Sinibalda (RI), Lazio. Quest’opera consiste in una statua in scala 1:1 del corpo dell’artista, con capelli realizzati con lunghe corde intrecciate, che si estendono tra le vie del borgo conducendo il pubblico a scoprire fotografie installate in luoghi nascosti.
Infine, il blog sottolinea l’importanza di iniziative come “Una Boccata d’Arte” nel promuovere il turismo sostenibile e lo sviluppo economico e culturale delle comunità locali. Queste iniziative valorizzano il patrimonio culturale delle regioni rurali meno conosciute e rendono l’arte e la cultura accessibili a un pubblico sempre più vasto e diversificato.
Fotografia e poesia. Quando le immagini di Gregory Crewdson incontrano i versi di Mark Strand.
Entrambi gli artisti, Gregory Crewdson con le sue fotografie e Mark Strand con le sue poesie, riescono a trasmettere un senso di estraniamento e ricerca interiore attraverso le loro opere. Mentre la poesia di Strand lo fa utilizzando parole e immagini evocative, le fotografie di Crewdson raggiungono lo stesso risultato attraverso composizioni visive e tecniche di illuminazione teatrali.
Se immaginiamo come il poeta americano Mark Strand, noto per la sua poesia riflessiva e contemplativa, potrebbe analizzare una fotografia di Gregory Crewdson, vedremmo emergere un’atmosfera intrisa di mistero e luce dall’oscurità, come un sogno sospeso. Un’ombra si stende sulla scena urbana, rivelando il segreto dietro il quotidiano. Le luci sembrano danzare con l’oscurità, i colori si fondono, sfilacciando il reale, e nelle pieghe dell’immagine si nascondono storie di solitudini silenziose e pensieri nascosti.
L’occhio del fotografo cattura l’attimo, come un istante sospeso nel tempo, e nella quiete dell’immagine congelata risiede un’inquietudine sottile eppure palpabile. Crewdson dipinge con la luce e le ombre, creando un palcoscenico per l’anima, dove personaggi anonimi si perdono e si ritrovano in un balletto di emozioni e introspezione. La scena urbana diventa un teatro dell’umano, in cui la solitudine si fonde con la bellezza, e il profondo senso di estraneità ci spinge a riflettere sulla nostra stessa esistenza.
Il poeta osserva questa fotografia di Crewdson e si avvicina all’essenza della vita umana, nell’infinita ricerca di significato e connessione tra la luce e l’oscurità, tra l’ombra e la luce.
Gregory Crewdson è un fotografo statunitense nato il 26 settembre 1962 a Brooklyn, New York. È noto per le sue fotografie altamente teatrali e cinematografiche, che spesso ritraggono scene ordinarie trasformate in momenti carichi di tensione, mistero e inquietudine. Il suo percorso artistico è iniziato alla State University of New York al Purchase College, dove ha conseguito una laurea in Belle Arti nel 1985, e ha proseguito con un Master of Fine Arts in Fotografia alla Yale University nel 1988. Durante i suoi studi, ha sviluppato uno stile unico e riconoscibile, caratterizzato da una meticolosa attenzione per i dettagli, l’uso complesso della luce e delle luci artificiali e l’elaborazione di scenari altamente elaborati.
Le fotografie di Crewdson spesso catturano scenari urbani o suburbani, con una particolare attenzione all’architettura e all’ambiente circostante. Le sue immagini sembrano quasi estratte da una scena di un film, con una narrazione sottesa o una tensione che richiede spesso interpretazione da parte dello spettatore. Queste caratteristiche lo hanno reso un fotografo molto apprezzato e celebre nel campo dell’arte contemporanea.
Per creare le sue opere, Crewdson impiega team di produzione e grandi squadre di tecnici, ricorrendo a set complessi e dettagliati per realizzare le sue visioni. Il processo fotografico richiede lunghi tempi di preparazione e l’uso di attrezzature sofisticate.
Le fotografie di Crewdson sono state esposte in molte mostre e sono presenti nelle collezioni di importanti musei e istituzioni artistiche di tutto il mondo. Il suo lavoro ha influenzato numerosi fotografi e artisti, e le sue immagini sono spesso oggetto di discussione e analisi nel contesto dell’arte contemporanea.
Gregory Crewdson è un fotografo che va ben oltre la semplice rappresentazione del reale. Le sue opere vanno oltre la fotografia documentaristica e si avvicinano più a una creazione di mondi e narrazioni, attraverso una combinazione di elementi psicologici e artistici.
Il suo background culturale, influenzato dal padre psicanalista e dallo studio dell’opera del pittore realista Edward Hopper, lo ha spinto a esplorare le componenti dell’inconscio umano e ad avere uno sguardo critico sulla luce e i colori nella sua fotografia.
Nelle sue immagini, si percepisce una realtà immobile e inquietante, dove pare che sempre qualcosa debba accadere, ma puntualmente nulla avviene. L’osservatore è coinvolto nella potenza comunicativa degli scatti, sentendosi parte di un mondo statico e atemporale, in cui il tempo e le emozioni si fondono insieme, plasmando la scena e dando vita a una sorta di cortometraggio visivo.
Crewdson si avvicina alla fotografia come un regista di un film, creando ambientazioni dettagliate e curate, in cui ogni elemento ha un ruolo specifico nella narrazione. Utilizza l’illuminazione con maestria, dando vita a composizioni visive ricche e coinvolgenti.
Dal punto di vista tecnico, Crewdson ha utilizzato fotocamere grande formato con obiettivi da 250 e 300 millimetri, prima di passare al medio formato digitale negli ultimi anni.
In sintesi, le fotografie di Gregory Crewdson vanno ben oltre la semplice documentazione del reale. Esse sono opere d’arte elaborate, con una forte componente psicologica e una narrazione complessa. L’approccio di Crewdson alla fotografia va al di là della semplice cattura dell’immagine, trasformando la realtà in un universo creato dalla sua visione artistica e psicologica.
Mark Strand (1934-2014) è stato un poeta, saggista e pittore americano di origini canadesi. È noto per la sua poesia distintiva, spesso caratterizzata da un tono riflessivo, sognante e contemplativo. La sua opera ha guadagnato numerosi riconoscimenti e ha lasciato un’impronta significativa nella letteratura contemporanea.
Una delle caratteristiche distintive della poesia di Mark Strand è l’uso dell’immaginazione e della fantasia. Nei suoi versi, Strand crea mondi di significato profondo attraverso immagini evocative e una lingua semplice, ma ricercata. Le sue poesie spesso esplorano l’interiorità dell’essere umano, le emozioni, il senso di isolamento e l’inquietudine dell’esistenza.
Un altro tratto distintivo del lavoro di Strand è la sua abilità nel trattare temi universali e metafisici. Le sue poesie affrontano questioni esistenziali, come il significato della vita, la natura del tempo e la mortalità, senza mai cadere nel didascalico o nell’eccessivamente astratto. La sua voce poetica è intima, evocativa e profondamente coinvolgente, attirando il lettore in un viaggio di scoperta interiore.
La semplicità e la chiarezza della scrittura di Mark Strand sono spesso accompagnate da un tocco di umorismo e ironia. Questo equilibrio tra serietà e leggerezza crea una dimensione poetica che sfida il lettore a riflettere e a guardare oltre la superficie delle parole.
Inoltre, Strand era anche un pittore, e l’influenza delle arti visive si fa sentire nella sua scrittura. La sua capacità di creare immagini vivide e suggestive con le parole è stata arricchita dalla sua esperienza nell’espressione visiva, portando ad una sensibilità unica nella sua poesia.
Le tematiche e lo stile distintivo di Mark Strand hanno influenzato molti poeti successivi, lasciando un’eredità significativa nel panorama letterario. La sua poesia continua a essere letta e apprezzata per la sua bellezza e profondità, per il modo in cui esplora la condizione umana e per la sua capacità di trasformare esperienze quotidiane in momenti di rivelazione e comprensione.
Nella poesia “La lunga festa triste” di Strand, è presente un’atmosfera di malinconia e riflessione sulla natura transitoria delle cose. La poesia introduce vari elementi simbolici che sottolineano il passaggio del tempo e la natura effimera della vita.
Le ombre che coprono il campo, il vento che si spegne e ritorna e la luna che cosparge di bianco i campi gelidi evocano un senso di solitudine e ricorrenza ciclica, suscitando nostalgia e malinconia nel lettore.
Il ricordo di una città prebellica, una stanza illuminata da due candele contro la parete, qualcuno che balla e qualcuno che osserva, contribuiscono a un sentimento di desiderio per tempi passati. La poesia suggerisce anche un senso di disillusione riguardo alla musica e all’arte, simboleggiate dalla frase “la musica era finita e nessuno se ne era accorto”. Questo può essere interpretato come una critica alla mancanza di attenzione o consapevolezza dell’umanità riguardo alle meraviglie del mondo.
Infine, il riferimento ai pianeti e alle stelle, con la loro apparente dimensione infinitesimale e distanza, può portare a riflessioni sulla sensazione di insignificanza dell’individuo di fronte all’immensità dell’universo.
Complessivamente, “La lunga festa triste” è una poesia che invita alla contemplazione sulla vita, il tempo e le emozioni umane. L’uso di simboli e immagini crea un’atmosfera suggestiva, tipica dello stile poetico di Mark Strand.
In conclusione, sia la poesia di Mark Strand che le fotografie di Gregory Crewdson condividono una profonda sensibilità verso l’esperienza umana, usando il loro talento artistico per suscitare empatia e riflessione sulle sfumature della vita, lasciando un’impronta emotiva significativa nel pubblico.
Pollock e Siskind: similitudini tra l’espressionismo astratto e la fotografia astratta.
Scopri le similitudini tra Jackson Pollock, il maestro dell’espressionismo astratto nella pittura, e Aaron Siskind, l’innovatore della fotografia astratta. Esplora l’arte dell’espressione gestuale e confronta le opere dei due artisti, che hanno ridefinito l’arte moderna con la loro creatività audace. In questo approfondito articolo, immergiti nel mondo dell’astrazione e scopri come Pollock e Siskind hanno utilizzato la pittura e la fotografia per comunicare emozioni profonde e sperimentare con forme, linee e colori. Esamina il potere espressivo di entrambi i medium e scopri come il loro contributo abbia influenzato l’arte contemporanea. Segui il viaggio artistico di due figure iconiche e scopri come il loro impatto sull’arte continui a essere una fonte di ispirazione per artisti di tutto il mondo.
“1964. Gli occhi del ciclone” di Paul McCartney. La Beatlemania come mai raccontata prima.
“1964. Gli occhi del ciclone di Paul McCartney: La Beatlemania come mai raccontata prima – Recensione e riflessioni sulle fotografie inedite”
In questa recensione approfondita, esploriamo il libro “1964. Gli occhi del ciclone” di Paul McCartney, pubblicato dalla nave di Teseo. Scopri le fotografie inedite scattate dal leggendario musicista durante la rivoluzionaria Beatlemania e il suo viaggio indietro nel tempo. Questo libro offre uno sguardo autentico sulla carriera dei Beatles e il talento fotografico di McCartney, insieme a momenti intimi e ironici del celebre quartetto. Leggi di più per comprendere l’impatto rivoluzionario dei Beatles sulla cultura giovanile degli anni Sessanta e sull’eredità duratura di Paul McCartney come icona della musica.